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Puccini in Cina: Alberto Veronesi dirige Tosca nella città di Fuzhou

Tre le rappresentazioni di Tosca (19-20-21 ottobre)  in programma nel modernissimo Teatro di Fuzhou, Veronesi_Biocittà di 6.000.000 di abitanti – sindaco e governatore della regione  è stato fino a pochissimo tempo fa Xi JinPing, attuale presidente della Repubblica Popolare Cinese – e capitale della provincia cinese del Fujian.

Un allestimento tradizionale del capolavoro Pucciniano che vedrà protagonista il Maestro Alberto Veronesi  alla guida di Orchestra e Coro del Gran Teatro del Fujian che, con il  NCPA di Pechino  e l’Opera di Shanghai è  il terzo teatro  di produzione operistica cinese finanziato direttamente dallo Stato.

Tosca,  con i costumi di Sonia Cammarata, vede protagonista anche un altro italiano,  il regista Enrico Castiglione, mentre tutto cinese è il cast: nel ruolo del titolo il soprano Sun Xiu Wei protagonista di una brillante carriera internazionale che l’ha portata a calcare anche il palcoscenico del Festival Puccini dove è stata interprete di Cio Cio San e Liù. Protagonisti di questa attesissima produzione anche i “tre tenori cinesi” Dai Yuqiang, Warren Mok,  Wei Song,  popolarissimi in tutta la Cina.

Il  Presidente del Festival Puccini di Torre del Lago, durante il suo soggiorno in Cina ha discusso numerosi progetti volti ad  intensificare i rapporti di la collaborazione tra il Festival Puccini e le Istituzioni d’opera cinesi . In particolare – dichiara Veronesi – con il presidente del Teatro Sun Li ed in collaborazione con alcuni grandi gruppi industriali cinesi abbiamo gettato le basi per avviare una collaborazione stabile tra il Teatro di Fuzhou e la Fondazione Festival Pucciniano

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Il mio progetto per Torre del Lago: “Far rivisitare la musica di Puccini a Elton John e Paul McCartney”

Il Maestro Giacomo Puccini è il cuore e l’anima di Torre del Lago. Le sue opere hanno reso Torre del Lago una piccola capitale della Musica. Lo ha dimostrato l’evento di ieri, organizzato da Giorgio Del Ghingaro, nell’Auditorium Caruso del Gran Teatro Giacomo Puccini, pieno di gente volenterosa di parlare di Musica e Cultura. Il soprano Dimitra Theodiossiu, che ho accompagno suonando il pianoforte, ha eseguito alcune delle arie più celebri del Maestro. Stefania Sandrelli, impossibilitata a partecipare, ha inviato una lettera, nella quale parla della necessità di rilanciare culturalmente Viareggio e Torre del Lago. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Carla Fracci, intervenuta a supporto di questo tipo di iniziative e di tutto ciò che in futuro sarà fatto per questo luogo incantevole.

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A tal proposito ho ribadito la mia volontà di proseguire con due progetti paralleli: la creazione di un’Università dedicata a Giacomo Puccini e il coinvolgimento di grandi artisti di fama internazionale pronti a rivisitare la sua musica.carla_fracci

Nel mondo, nel 2013, ci sono stati ben 629 allestimenti de La bohème. Ha senso per il Festival Pucciniano limitarsi a presentare il 630esimo allestimento, magari senza nemmeno artisti eccelsi? No, è necessario per questa istituzione creare un valore aggiunto, un qualcosa di unico. La mia proposta è quindi di estendere l’oggetto del Festival sia a tutti i grandi artisti viareggini, o che hanno gravitato attorno a Viareggio, sia a tutti i grandi autori Pop contemporanei interessati a rivisitare le opere pucciniane.

I grandi autori Pop contemporanei, come mi suggeriscono gli amici Mimmo D’Alessandro e Tony Renis, considerano Puccini come il vero inventore del grande filone popolare della musica moderna, colui che ha creato quel melodizzare che si imprime nella memoria e che tanta influenza ha avuto sui Beatles e su tutti i gruppi Pop della fine del ‘900 e inizio del nostro secolo.

Quindi è fattibile pensare di fare di Torre del Lago un centro attorno al quale possano gravitare artisti come Elton John, Roger Waters, Paul McCartney, Andrea Bocelli, a presentare loro personali rivisitazioni delle opere che stanno a cuore a noi come a milioni di persone.

Ciò darebbe un grande nuovo impulso a tutto il territorio, un grande impulso al Festival,  ciò farebbe di Torre del Lago e Viareggio una destinazione per centinaia di miglia di nuovi spettatori.alberto_veronesi

In questi giorni sto allestendo a Pompei l’opera “L’Ultimo giorno di Pompei” dell’autore Giovanni Pacini, uno dei più grandi autori che hanno vissuto al tempo  di Bellini e Donizetti. Pacini trascorse molti anni della sua vita a Viareggio, che proprio in quegli anni, nella prima metà del 1800, stava affermandosi come città di Cultura, grazie anche alla presenza di Paolina Bonaparte, con la quale Pacini ebbe una relazione. La sua musica è veramente bellissima e ritengo che questo autore, come altri autori che hanno gravitato attorno a Viareggio come Alberto Franchetti e come Ruggero Leoncavallo possano avere in Torre del Lago una casa ideale per poter essere riscoperti.